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L'identità poetica di Mario Luzi

Pubblicato il 18 Marzo 2022
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L’identità poetica di Mario Luzi

Mario Luzi è stato un poeta, drammaturgo, critico letterario, traduttore e accademico italiano del Novecento. La scorsa settimana, le classi quinte dell’istituto hanno avuto la possibilità di assistere ad una conferenza online a riguardo in collegamento. “Siamo telegraficamente vicini ma fisicamente distanti”: a dirlo è Paolo Rigo, insegnante di Storia dei generi letterari all’Università degli studi Roma Tre, relatore della lezione. 

Il professore sceglie l’espressione “poeta di un secolo” per avviare una presentazione generale di una figura che si rivela da subito complessa e poi sempre più intricata, con poetica mutevole a seconda dei fatti storici vissuti e dell’evoluzione individuale negli anni. Così, si prosegue verso una progressiva realizzazione del sé, riconosciuta infine con il titolo di senatore a vita dal 2004 fino alla morte, avvenuta l’anno seguente. 

Infatti, ad una prima fase ermetica de “La Barca”, seguirà il momento centrale della poesia di Luzi: titoli come “Primizie del deserto” e “Onore del vero” mostrano il passaggio dall’interiorità a dialoghi con figure spesso femminili, indistinte e sovrapposte all’io lirico, oltre che ad un’apertura ad una poesia, possiamo dire, più “civile”. L'ultima produzione di Luzi presenta una modifica di stile più prosastico e una modifica di contenuti maggiormente aperti ai ricordi, oltre che ad attività più intensa per il teatro

Accanto all’autore protagonista in sé, la conferenza ha permesso di evidenziare quelle corrispondenze inaspettate tra letterature differenti per epoche e pensieri, ma solo apparentemente discordi. Si celano una serie di richiami ed intrecci tra modernità e tradizione: nomi come Dante, Petrarca, Boccaccio sono stati citati più volte per riferirsi al “Novecento” di più autori, anche tra quelli “moderni” o “modernissimi”.

È stato concesso uno spazio per un confronto tra pari e, infine, è giunto il momento delle domande poste a Paolo Rigo, che puntualmente è riuscito a sciogliere i vari dubbi o stimoli di alunni e insegnanti, attraverso maggiore chiarezza e mostrando disponibilità ed apertura al dialogo. 

A detta del professor. Di Benedetto, coordinatore del dipartimento di lettere, tale conferenza è servita “come assaggio” di una lezione accademica che, oltre allo scopo informativo, è stata quindi utile per abituare gli studenti tra poco universitari a masticare argomenti e metodi più complessi, che possono solo accendere ancora più interessi.

Ruggero Briccola, 5a C

Ultimo aggiornamento: Venerdì 18 Marzo 2022 11:08